“Un valido Accesso Vascolare è il punto di partenza che consente l’esecuzione di un buon trattamento emodialico associato ad una migliore compliance del paziente”


   Gli accessi vascolari rappresentano uno dei tanti e sempre attuali problemi della dialisi.  Le implicazioni di carattere pratico che da loro emergono sono importanti e tengono sempre vivo l'interesse degli operatori stimolando iniziative finalizzate ad offrire un aumento delle conoscenze e, magari, soluzioni ai principali problemi.


   Sin dalla sua costituzione il GdS Accessi Vascolare della SIN, pur se condotto in maniera informale, ha avuto l’opportunità di verificare che l'attenzione per la tematica degli accessi è sempre alta e che vi sono esperienze e competenze notevolmente diffuse tra i nefrologi, oltre che ovviamente tra i chirurghi vascolari, che sono  in grado di dare risposta alle problematiche anche le più complesse.


  Il confronto di opinioni, al termini dei seminari di aggiornamento, ha stimolato la necessità di di iniziare a identificare linee comuni di comportamento che, una volta definite, non possono diventare "linee guida" se non supportate da una evidenza. L'evidenza non può che derivare da una registrazione strutturata e concordata di eventi e dalla loro successiva analisi. Lo strumento più semplice, ma al tempo stesso più efficace, per misurare la validità di una procedura è la raccolta degli effetti che da essa derivano; in altri termini, se desideriamo comprendere se il nostro lavoro va nella direzione giusta dobbiamo dotarci di un Registro che, nel nostro caso particolare, sarà il Registro degli Accessi Vascolari.
  Perché un progetto di questa portata abbia successo è necessario aggregare, almeno sul piano culturale, il maggior numero possibile di "addetti ai lavori"; di qui l'esigenza di un Gruppo di Studio Italiano che possa esprimere, attraverso i suoi aderenti e partecipanti, la realtà nazionale nel campo degli accessi vascolari per emodialisi e, se necessario, spingerla verso modelli migliori, ammesso che ve ne siano.

 
  Chi dovrebbe far parte del gruppo? Ovviamente tutti coloro, fra i soci della SIN, che lo desiderano. Il Gruppo dovrebbe comprendere innanzitutto i colleghi nefrologi che svolgono istituzionalmente l'attività di confezionamento degli accessi vascolari, ma si dovrebbe essere aperto anche ai colleghi chirurghi (generali, vascolari), radiologi, anestesisti-rianimatori che, nel campo degli accessi, lavorano in stretta sinergia col nefrologo.